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Introduzione
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La città di Nocera Superiore si estende alle pendici del Montealbino, nell'area tra la bassa pianura del Sarno, il territorio cavese e la strada che conduce verso Mercato San Severino.
L'insediamento sorge nel sito dell'antica Nuceria Alfaterna, importante città romana della Campania Felix, sulla strada che collegava Capua con il sud della penisola. Per tutto il medioevo e l'età moderna, l'abitato di Nocera Superiore è stato caratterizzato da un insieme di casali sparsi, che, insieme ad analoghi insediamenti nei comuni limitrofi, venivano a formare l'Università di Nocera de' Pagani, principale conglomerato urbano dell'agro nocerino sarnese fino all'Ottocento, secolo in cui si assiste alla separazione e alla nascita degli attuali comuni.
Fonte: AAVV Nocera Inferiore ed il suo comprensorio; "Le tracce archeologiche", testi del prof.Teobaldo Fortunato; Napoli 2000
Il Battistero Paleocristiano
Dei grandiosi edifici che in epoca imperiale facevano parte della struttura urbana di Nuceria Alfaterna, attualmente solo pochissimi sono stati riportati alla luce: l'epopea archeologica è appena agli inizi.
Il perimetro della cinta muraria della città antica ricade esattamente sotto il territorio del comune di Nocera Superiore. In posizione centrale rispetto al moderno centro cittadino, si staglia la cupola del Battistero Paleocristiano di S. Maria Maggiore, uno dei più interessanti edifici d'origine bizantina in Italia.
Costruito intorno alla metà del VI sec. d. C. sui resti di strutture imperiali di cui restano stupendi pavimenti musivi policromi, faceva parte di un complesso sacro più ampio.
Di forma circolare, ha al centro una vasca marmorea battesimale circondata da 15 coppie di colonne riutilizzate di marmi preziosi, sormontate da raffinati capitelli compositi.
Lungo il muro perimetrale, affreschi medievali di scuola tardo grottesca ed una ricca campionatura di iconografia mariana rendono la Rotonda uno dei monumenti più significativi di tutta la Valle del Sarno.
Iconografia mariana nel Battistero
"Ad Iesum per Mariam" (si va a Gesù per mezzo di Maria): il popolo, per quella intuizione che spesso scavalca gli stessi confini teologici, è andata direttamente al cuore della Madre. La devozione spazia dalla vicina Materdomini alla Madonna di Pompei, dalla "Mamma Schiavona" di Montevergine alla Madonna dell'Arco.
Per l'anno del Rosario e come omaggio alla "passione" mariana del nostro Vescovo, Mons. Giacchino Illiano che festeggia i suoi 16 anni di episcopato, ecco un excursus di quanto la tradizione ha lasciato proprio nel Battistero. La presenza di diverse rappresentazioni, con tema Maria, nella Rotonda, si spiega, sulla base della teologia patristica, perché la fecondità delle acque richiama la maternità della Chiesa, spesso evocata nelle iscrizioni dei battisteri negli inviti battesimali. La Chiesa, novella Eva, diventa la madre dei viventi.
L'epìclesi del Vescovo, che fa discendere lo Spirito nelle acque, provoca la nuova nascita, prolungamento della maternità verginale di Maria. Dagli affreschi della Madonna di Realvalle all'altorilievo in stucco di S. Maria Maggiore; dalle scene della natività e della salita al Calvario al bassorilievo marmoreo della Madonna del Carmine; dalla Bruna effigie di Loreto alla tela moderna della chiesa parrocchiale.
La Necropoli monumentale di Pizzone
Estremamente significativa è altresì la Necropoli monumentale di Pizzone, situata ad oriente, lungo la SS 18, costeggiata dal torrente Cavaiola.
Allineati lungo la "via cava" che usciva dalla porta levantina della città romana, svettano numerosi monumenti funerari d'età tardo repubblicana ed imperiale. Di alcuni di essi conosciamo i nomi dei proprietari: la gens Lutatia, la Numisia e la Cornelia.
Il più imponente, sul lato sinistro, è di forma circolare ed ha l'accesso direttamente sulla strada a triplice carreggiata. Sul versante opposto, domina la vista il monumento di Quinto Lutatio Varo, un giovane diciassettenne perito in acqua: una doppia epigrafe metrica esorta i viandanti alla sosta ed alla contemplazione.
Il teatro ellenistico-romano
In località Pareti, il teatro ellenistico-romano rappresenta un magnifico esempio di architettura pubblica di II sec. a. C. tra i maggiori per dimensioni e posizione scenografica, documentati in Campania.
Nella fase originaria era largo 76 metri; raggiunse, in età augustea, i 96 metri, a seguito dell'ampliamento della cavea per adattarlo a rinnovate esigenze tecniche di rappresentazione.
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