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La Madonna di Materdomini e il suo Santuario
Fondato in età medievale, molto probabilmente già alla metà del sec. XI, il complesso conventuale di Materdomini si trova nei pressi di una collina, sulla strada che congiunge Nocera Superiore, Cava de' Tirreni e Roccapiemonte.
Il campanile, che fu costruito all'epoca di Niccolò II, conserva la decorazione ad archetti di età romanica nella cella campanaria.
Dopo il medioevo, con l'arrivo dei Basiliani, fu recuperato il convento ed incentivato il culto, e la chiesa fu abbellita di opere d'arte. Inoltre, in quel periodo fu eretto il tempietto marmoreo che tuttora ospita il dipinto miracoloso, un'icona bizantineggiante del XIII secolo.
Nel secolo scorso, poi, il convento passò sotto la guida dei francescani, che vi risiedono ancora oggi.
Distrutto quasi completamente durante l'ultimo conflitto bellico, la chiesa è stata ricostruita nel 1947. Trasformata in ospedale psichiatrico, l'antica struttura ospita oggi gli uffici dell'ASL e vi si accede dall'antico ingresso, costituito da un bel portale tufaceo classicheggiante, risalente al sec. XVI.
La Madonna ivi venerata si festeggia il 1 di maggio e soprattutto il 15 agosto, giorno dell'Assunzione, quando giungono a venerarla pellegrini provenienti da tutto l'agro nocerino-sarnese.
Chiesa e convento di Santa Maria degli Angeli
Il complesso conventuale è situato presso un ampio spiazzo, lungo il confine tra i comuni di Nocera Inferiore e Nocera Superiore.
Nel 1589, il terreno fo donato ai frati francescani per permettere la fondazione del convento, la cui erezione è avvenuta nel corso del Seicento.
La chiesa subì significativi danni dal terremoto del 1688, ma i restauri rimisero in sesto l'edificio, abbellito con il portale d'ingresso tufaceo (1712) e con il soffitto dipinto da un allievo di Solimena, Giuseppe Guerra. Fu così completato il convento, che conserva una preziosa biblioteca e presenta ancora il chiostro, con pilastri, finemente affrescato.
Nella chiesa vi sono due dipinti cinquecenteschi, tra cui quello sull'altare maggiore, con la Gloria di San Francesco, opera di Belisario Corenzio. Nel convento si conserva una delle principali biblioteche ecclesiastiche della zona, con libri a partire dal Cinquecento. Nei pressi, poi, sono sotterrati i resti dell'anfiteatro dell'antica Nuceria Alfaterna, sul cui circuito sorgono una serie di edifici medievali e moderni appoggiati direttamente sulle strutture romane.
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