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29/04/2025
2 min
Nell’antichità veniva definita festa di primavera e vedeva i contadini celebrare il risveglio della natura, per la Chiesa è la consacrazione del tempio alla Mater Domini, avvenuta da Papa Niccolò II il 1 maggio del 1061.
Oltre a essere uno dei riti arborei più antichi d’Italia, la Festa del Majo vuole celebrare un anniversario importante per la storia e la fede che unisce le città di Nocera Superiore e Roccapiemonte. Quest’anno, infatti, sono 964 anni dalla venuta del pontefice a Nuceria in visita di quel luogo sacro dove, qualche anno prima, la giovane Caramari ritrovò l’effige della Madonna scavando sotto una quercia.
Anche quest’anno Materdomini, per due giorni, si trasforma in un piccolo borgo medioevale per la “Festa del Majo”, l’attesa rievocazione di quel rito antico che trae le sue origini dalla tradizione contadina, quando i fedeli al risveglio della natura innalzavano canti e preghiere di gioia e di ringraziamento. Figuranti in costume d’epoca, balli, musiche e spettacoli medioevali.
Viviamo, insieme, un momento di tradizione, di storia, di fede, di unione, ritrovandosi come un'unica comunità, dinanzi alla Mater Domini ricordando la consacrazione del tempio a Lei dedicato.
Vi aspetto, Gennaro D'Acunzi
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