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Chiesa e Convento di Santa Maria degli Angeli

La Chiesa e Convento di Santa Maria degli Angeli sono luoghi di fede, storia e cultura, testimoni di secoli di devozione francescana e custodi di un ricco patrimonio artistico.


La Chiesa e Convento Francescano di Santa Maria degli Angeli, noto anche come il Convento di San Francesco al campo, costituisce un prezioso patrimonio religioso situato al confine tra Nocera Superiore e Nocera Inferiore, nel suggestivo rione di Grotti. La sua collocazione nei pressi dello Stadio San Francesco d'Assisi gli conferisce localmente l'appellativo di San Francesco al campo, derivato forse dal locus in cui sorse, noto come campu nel medioevo.

La struttura, parte della forania di Nocera Superiore-Roccapiemonte, è composta da una suggestiva chiesa a navata centrale, affiancata da due congreghe laterali e un imponente altare. Accanto alla chiesa, si erge una modesta cappella dedicata a San Giuseppe, edificata nel 1932. Il convento, dotato di un piccolo chiostro e ampi possedimenti terrieri circostanti, ospita anche un'importante infermeria utilizzata dai clericali della provincia di Salerno.

La storia di questo luogo sacro affonda le sue radici nell'VII secolo, quando i nucerini, rimasti all'interno della città romana, trasformarono una delle torri riconoscitive in una chiesa chiamata Santa Maria a Torre. Nel XVI secolo, la costruzione attuale prese forma, grazie all'iniziativa di Padre Girolamo Villani, membro dell'ordine francescano e della nobile famiglia di Pareti. La chiesa, inizialmente denominata Santa Maria a Torre, fu poi ampliata e rinominata Santa Maria degli Angeli.

Nonostante i terremoti del 1688 e 1694 abbiano danneggiato la struttura, la chiesa fu completata nel 1706. Nei decenni successivi, il pittore beneventano Filippo Pennino decorò gli interni, trasformando il chiostro in una preziosa galleria d'arte francescana. La presenza di affreschi dedicati a San Francesco stigmatizzato, il transito di Santa Chiara e altre rappresentazioni della vita francescana rende il chiostro un autentico scrigno di arte religiosa.

Il convento fu ampliato tra l'Ottocento e il Novecento, includendo spazi aggiuntivi e dormitori. I numerosi portali in pietra lavica, tra cui il principale datato 1718, arricchiscono l'edificio, presentando immagini di santi e stemmi, testimonianza della ricca storia del luogo.

Il complesso ospita un patrimonio artistico e culturale di rara bellezza, con dipinti su tavola, tele di Ippolito Borghese, e un'imponente biblioteca e archivio. Tra le mura della chiesa riposano i resti mortali della serva di Dio Filomena Giovanna Genovese, e una strada nei pressi è dedicata a questa figura venerata.

 

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